Pregare per i defunti

 

Nel suo “Resoconto sulla fede”, il cardinale Joseph Ratzinger dice:

«Oggi ci crediamo tutti così buoni da non poter meritare altro che il  paradiso.
Questo deriva da una cultura che tende a cancellare dall’uomo ogni sentimento di colpa e di peccato. Ta­luno ha osservato che le ideologie che predominano attualmente coincidono tutte in una cosa fondamentale: l’ostinata negazione del peccato, dell’inferno e del purgatorio

Io dico che se il purgatorio non esistesse, bisognerebbe inventarlo, perché vi sono poche cose così spontanee, così umane, così universalmente diffuse in ogni tempo ed in ogni cultura, come la preghiera per i propri parenti defunti.

La Riforma Protestante, in teoria, non ammette il purgatorio e di conseguenza neppure le preghiere per i defunti. Ma in pratica, almeno i luterani tedeschi sono tornati a tali orazioni, giustificandole con diverse considerazioni teologiche.

Le preghiere per i propri cari sono un impulso troppo spontaneo per poter essere soffocato, è una bellissima testimonianza di solidarietà, di amore e di aiuto che va oltre le barriere della morte. Dalla mia dimenticanza o dal mio ricordo dipende un po’ la felicità o l’infelicità di colui che mi fu caro e che ora è passato sull’altra sponda, ma che non cessa di aver bisogno del mio amore».

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