Intervista a P. Gabriele Amorth –17-

Tratto da: Esorcismo e preghiere di liberazione

* * *

C’è un bambino piccolissimo che si suppone abbia qualche maleficio. Per poterlo esorcizzare bisogna passare prima dal  Vescovo per chiedere il permesso, visto che è un bambino, oppure non ce n’è bisogno?

Non ce n’è alcun bisogno, uno può andare e rivolgersi a un esorcista, a un sacerdote, a un gruppo di preghiera del Rinnovamento. Non c’è alcun bisogno del permesso del Vescovo, mai. Uno può andare dove vuole, però attenzione! Ci sono molte persone che hanno la paura di aver avuto dei malefici, mentre in realtà non hanno nulla. Come fanno a togliersi questo dubbio? Normalmente con la preghiera e con i Sacramenti. E’ bene anche pregare con qualche gruppo di preghiera.

Come è possibile sapere se c’è stato un maleficio? Se una persona è stata colpita, come si può liberare?

Lo si vede dalle sofferenze e dal fatto che nessun medico e nessuna medicina riescono ad attenuare. In questi casi può venire il dubbio, e qualche volta potrebbe venire anche ai medici, se sono credenti. C’è qui a Roma qualche psichiatra che mi ha mandato dei pazienti e, a dire il vero, non ci ho trovato alcunché di malefico. Probabilmente si trattava di un male che la medicina non è ancora riuscita a diagnosticare e a guarire. Se c’è un maleficio spesso lo si capisce da sé, dalle sofferenze che si hanno e dai momenti in cui queste si manifestano. Una ragazza di 17 anni, non riusciva più né a pregare, né ad andare in Chiesa. Come vi entrava, cadeva in terra svenuta. Qui ci sono dei motivi oggettivi, non è una questione di suggestione. Ci sono persone che non possono accostarsi alla Comunione se non sono accompagnate. A volte la madre spingeva la figlia disturbata a fare la Comunione , la metteva in fila e dopo la Comunione , la figlia stava benissimo. In questi casi vuol dire che c’è qualcosa che non va, e allora si incomincia prima di tutto, intensificando la preghiera. Non dimentichiamo che la Confessione è più forte dell’esorcismo, è bene quindi intensificare le Confessioni, le Comunioni, il Rosario. Alle persone che vengono da me per prima cosa dico di intensificare la preghiera, poi farò l’esorcismo. Dico: “Tu vai a Messa tutte le domeniche?”, “No, Padre, ci vado saltuariamente”. “Incomincia ad andare a Messa tutte le domeniche, poi torna fra tre mesi, quando sarai andato a Messa tutte le domeniche e avrai recitato il Rosario tutti i giorni, quando tutti i giorni hai fatto almeno una visita in Chiesa. Tra tre mesi, quando avrai fatto tutte queste cose, ci risentiamo”. Ecco come si fa a capire.

Io da molti e molti anni soffro da incomprensione, non  c’è una cosa che mi vada bene, non c’è mai un attimo di tregua nella mia vita, cosa può significare questo, mi hanno fatto qualche maleficio? E se sì, come faccio a capire?

Uno non deve mai pensare ai malefici; uno vede che tutte le cose gli vanno storte, è vero, ci sono delle persone che hanno più salute e delle persone che hanno meno salute, ci sono delle persone più intelligenti e delle persone meno intelligenti, cosa si deve dire? Si deve dire: Signore grazie che mi hai creato, so che la mia vita -anche se ci sono sofferenze, contrarietà, delusioni-, se io mi salvo l’anima, allora la mia vita è un grande successo. Se invece mi danno l’anima, anche se tutto mi va liscio, se raggiungo posizioni di prestigio, se vengo ammirato dalle persone, se vengo esaltato, se tutto mi va bene, ma non permetto al Signore di salvarmi l’anima, allora la mia vita è un completo fallimento. Un ammalato chiede di guarire, però dice sempre quello che ci ha insegnato Gesù nell’orazione dell’orto: Se è possibile passi da me questo calice. Aveva paura anche Gesù della passione; diceva al Padre suo: se è possibile esonerami..ma si faccia come vuoi Tu e non come voglio io. Dobbiamo avere bene impresso che il vero successo della vita è fare la volontà di Dio, accettare la volontà di Dio, qualunque essa sia. Molte volte la volontà di Dio è quella che ci costa di più, e allora preghiamo come Gesù: Signore sia fatta la Tua volontà! San Paolo ci dice: Ho imparato ad essere nella miseria ed a essere nell’abbondanza, ad essere al caldo e ad essere al freddo, a soffrire la fame, tutto ho imparato; ed ogni volta ha sempre detto: Signore ti ringrazio! Dobbiamo accettare sempre la volontà di Dio, perché solo la nostra volontà può opporsi alla volontà di Dio. Tutte le altre circostanze, anche la volontà delle persone che mi stanno intorno, o che mi comandano, noi le accettiamo come volontà permessa da Dio. Mi ricordo quanto mi piaceva andare forte in auto, e quando mi trovavo infilato nel traffico, ero costretto ad andare lentamente dietro a delle macchine, senza la possibilità di poter fare il sorpasso; allora dicevo: Signore ti ringrazio che mi costringi ad avere pazienza perché io non ce l’avrei. Ti ringrazio perché mi costringi ad avere pazienza! Mi sono anche abituato, quando qualcuno mi tagliava la strada, a fare un sorriso e dire: Signore ti ringrazio. Mica dobbiamo arrabbiarci! Alle volte ho visto degli autisti scendono dalla macchina: litigano, si arrabbiano fra di loro..ma no, cerchiamo sempre di avere sempre il sorriso, di avere sempre il buon umore di fronte a qualunque circostanza dalla vita accettandola come fece il Signore.

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Una risposta a Intervista a P. Gabriele Amorth –17-

  1. marika ha detto:

    Grazie Irene, questo post è molto interessante! Mi aiuta a crescere e maturare nella fede. Il Signore Gesù và messo a primo posto sempre nella ns vita,affinchè possiamo vivere nella luce del Suo Amore!
    Dio ti benedica! Baci Marika

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