Sr. Consolata Betrone e le Piccolissime –31-

Tratto da: Sr. Consolata Betrone

* * *

La consacrazione della prima “Piccolissima”

Se il primo sabato del luglio 1936 segna la data in cui Gesù svelò e istituì la piccolissima via d’amore e l’Opera che deve concretarla, l’Opera stessa non nacque ufficialmente che due mesi dopo, nel primo venerdì di settembre, con la consacrazione al Cuore di Gesù della prima Piccolissima: Giovanna Compaire.

Perché, poi, non ci fosse dubbio sulla portata del termine Piccolissime, che va riferito alle anime e non all’età (in un primo tempo sbagliò anche suor Consolata), il buon Dio dispose che la prima Piccolissima avesse allora la non più tenera età di… 85 anni e che non appartenesse allo stato Religioso, benché avesse conservato integra la purezza verginale: appunto per dimostrare che la piccolissima via d’amore non è un privilegio di un ceto di persone, ma un dono che il Cuore di Gesù fa a tutte le anime.

Nata e vissuta a Torino, Giovanna Compaire condusse per molti anni un ben avviato negozio di calzoleria. Poi, nel 1931, a 80 anni, cedette il negozio e si ritirò in un piccolo Pensionato tenuto da Suore Domenicane, vicinissimo al Monastero delle Cappuccine. Qui ella era felice, perché aveva Gesù Sacramento in casa; la sua vita era tutta dedita alla preghiera e alla carità.

Ai primi d’ottobre del 1934, Padre Lorenzo Sales predicava le sacre Quarantore nella chiesa delle Cappuccine e Giovanna vi partecipò. Al termine del triduo, ella indirizzava a detto Padre una lettera ripiena di alti concetti spirituali, che terminava: “Preghi per me, che ho tanta fame di Dio!”. Il Padre le rispose con una visita di omaggio. Era Dio che univa le due anime per i suoi fini misericordiosi. La santa relazione non s’interruppe più; ben presto anzi si trasformò in paternità e figliolanza spirituale. I colloqui non erano frequenti, ma da essi il Padre usciva ogni volta meravigliato e… umiliato. Come è vero che Dio si rivela ai piccoli! Non si parlava che di Dio, perché lo spirito di Giovanna viveva di Lui ed ella lo cercava nella Comunione quotidiana, che mai tralasciò; lo cercava nelle frequenti visite a Gesù Sacramentato, nella cappelletta del Pensionato; lo cercava nell’incessante preghiera.

Eppure ella sentiva che le mancava qualcosa: qualcosa che intensificasse ancor più la sua vita d’amore e di preghiera, e che purificasse il suo stesso amore da un residuo di diffidenza: non molta, ma sufficiente a tarparle le ali, mentre ella cercava di spiegarle verso Dio. Sentiva che Gesù voleva da lei qualcosa… ma che cosa?

Nel luglio 1936, come abbiam detto, Gesù svelava a suor Consolata l’Opera delle Piccolissime e, in un colloquio con Giovanna, verso la fine di agosto, il Padre si sentì ispirato a confidarle tutto, col vincolo del segreto. L’effetto della rivelazione fu indescrivibile. Immobile e silenziosa ella ascoltava… sembrava assorta, Improvvisamente un lampo di luce le accese le pupille ormai spente, ma chiarissime, si protese con tutta la persona verso il Padre e, con voce tremante: “Ma lei è Gesù!” esclamò. Poi chinò il capo e pianse, vinta dalla commozione, colpita potentemente dalla grazia.

Giovanna Compaire aveva trovato la sua via e il Cuore di Gesù aveva fatto la prima conquista nella schiera delle Piccolissime.

Alcuni giorni dopo, 31 agosto (1936), ella scriveva al Padre: “… Devo dirle, Padre, che ho trovato la mia nicchia nello sciame della anime piccolissime che, come moscerini, ronzano attorno alla Croce di Gesù e cercano di posarsi su di Lui, per succhiare la loro vitalità. La parola Piccolissima ha per me una magia straordinaria. Al solo pronunciarla mi scopre il sereno dell’anima, mi addita una via nuova e si fa mia inespugnabile difesa contro le vane e sciocche tentazioni di amor proprio ecc. E’ un lavoro della fantasia questo? Mi pare di no, perché non avrei mai creduto di trovare in questa parola la tranquillità, la sicurezza e la libertà che l’anima mia vi trova… Sto pensando per trovar modo di portarmi, prima di domenica, in cotesta sua chiesa, perché ho bisogno di conferire con lei…”.

Il colloquio fu breve:
Padre, mi dica che cosa devo fare per entrare nella schiera delle Piccolissime… entrarvi ufficialmente… Non so, mi pare che Gesù voglia da me qualcosa… non so spiegarmi…

Grande stupore del Padre, che a ciò aveva mai pensato e neppure gli era mai passato per la mente che l’Opera potesse iniziare prima della morte di suor Consolata.

Le risposte:
– Ebbene, facciamo così: domani, primo venerdì del mese, verrò al Pensionato, celebrerò la Messa dopo quella della Comunità, lei farà la santa Comunione e, subito dopo, si consacrerà al Cuore di Gesù, per mezzo di Maria SS.ma, quale Piccolissima, promettendo d’impiegare d’ora in poi tutte le sue energie spirituali nell’incessante atto d’amore e negli altri due punti della piccolissima via d’amore. Dall’altare io presenterò al Cuore di Gesù la sua consacrazione.

Così infatti avvenne e, dopo Messa, recitarono insieme un Magnificat di ringraziamento. L’Opera delle Piccolissime, promessa da Gesù a suor Consolata, era nata ufficialmente. (Per tutto ciò che riguarda l’Opera delle Piccolissime, Cf. L. Sales, Trattatello sulla piccolissima via d’amore, Testona 1998.)

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