Sr. Consolata Betrone e le Piccolissime –34-

Tratto da: Sr. Consolata Betrone

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Le “Piccolissime” e suor Consolata

Con la consacrazione delle Piccolissime al Cuore di Gesù e a Maria SS., terminava il compito particolare di suor Consolata riguardo all’Opera, quanto cioè a curarne la diffusione o comunque interessarsi della medesima, e ciò per non venir meno alla continuità e verginità d’amore, nonché all’annientamento in cui Gesù la voleva. Le diceva quindi (31 luglio 1936): Amami, dammi quest’atto incessante d’amore e Io te lo prometto: mi darai tutti i tuoi Fratelli a uno a uno e poi le Piccolissime.

Iniziata poi l’Ope ra, nel modo che si è detto, nuovamente Egli interveniva perché suor Consolata non avesse a deviare: Dimenticati,  Consolata, non pensare a te stessa e a ciò che potrebbe riguardare la tua speciale vocazione. No, il Cuore di Gesù si è servito di te come di uno strumento (come tu ti servi della scopa), ma chi compirà quest’Opera meravigliosa delle Piccolissime è Lui, esclusivamente Lui. Quindi tu non pensare che a darmi l’atto incessante d’amore, il “sì” a tutto e a tutte, e ad accettare la sofferenza col ringraziamento; nient’altro; penso Io a tutto e tu dimenticati!

Poi ancora l’8 settembre (1936): Ora che le hai consacrate a Maria Bambina, non pensare più alle Piccolissime, se non con la quotidiana preghiera. Pensa unicamente ai Fratelli e alle Sorelle da ritornare a Me col mezzo dell’incessante atto d’amore.

Va tuttavia osservato che su Sr. Consolata dovranno fissarsi gli sguardi delle Piccolissime, come Gesù le prediceva nel settembre 1936: Non interrompere il tuo atto d’amore; va avanti per la tua strada, impavida sotto il bersaglio nemico. Non temere, va sempre avanti, l’amore vince tutto. Io voglio che un’onda di amore salga dalla terra al Cielo. Tu devi battere per la prima la piccolissima via; un giorno dovrai servire di modello. Così come ora il mondo guarda a S. Teresina, i milioni di Piccolissime di tutto il mondo guarderanno a te!

Terminiamo con due consolanti promesse: una di Gesù e l’altra della Madonna. Il 14 luglio 1936, in un momento in cui suor Consolata si sentiva maggiormente umiliata e confusa per tanti doni divini, si rivolse a Gesù e: “Ma tu le ami alla follia, le Piccolissime!” E Gesù: Sì, sono la pupilla degli occhi miei!

L’8 dicembre 1942 suor Consolata riconsacrava le Piccolissime alla Vergine Immacolata, la quale, gradendo il dono, le faceva intendere: Su tutte e su ciascuna poserò il mio sguardo di predilezione, come lo posai su te.

 

Alle non Piccolissime

Suor Consolata si è rivolta alle Piccolissime. Qui ci si rivolge a tutti coloro – e sono i più – che, giunti a questo punto, esclameranno: “Tutto bello, tutto sublime, ma quell’atto d’amore incessante… che spavento!”.

A parte la spiegazione data, a suo luogo, del come va intesa la continuità d’amore e che è lo sforzo che conta presso Dio, bisogna convenire che sono relativamente poche le anime chiamate a seguire suor Consolata nella perfezione della piccolissima via d’amore, cioè nell’atto d’amore incessante e verginale. E’ vero che Gesù ha predetto a suor Consolata ch’esse saranno milioni e milioni, ma ciò va inteso in successione di tempo, attraverso i secoli.

Tuttavia il nuovo Messaggio del Cuore di Gesù è rivolto a tutte le anime e a tutte può fare del gran bene. Infatti, l’insegnamento sul valore dell’atto d’amore come mezzo di santificazione e di apostolato, interessa indistintamente tutte le anime, le quali perciò, se non potranno far proprio l’atto d’amore incessante, potranno sempre valersi del medesimo per progredire nella vita interiore che è essenzialmente vita d’amore. In altre parole, ad alcune anime (Piccolissime) suor Consolata dice: “Seguitemi nello sforzo per trasformare la vostra vita in un atto d’amore incessante”; a tutte le altre dice: “Valetevi del mio atto d’amore nella misura che vi è possibile”.

Volere o no, un mezzo ci vuole per evitare o combattere la dissipazione, causata per lo più da pensieri, interessamenti, parole inutili; e ogni anima è libera di scegliere quello che fa per lei, che è più confacente al suo spirito. Va notato che come l’amore è la prima e la più eccellente di tutte le virtù, così l’atto d’amore (comunque sia formulato, purché venga dal cuore) partecipa di questa sovrana eccellenza. Perché, dunque, non dare la preferenza a quello che è il mezzo più eccellente, il più caro a Gesù, il più proficuo per l’anima? Senza dire che l’atto d’amore di suor Consolata, anche nella sua formula, riveste un particolare valore, sia perché viene da Gesù, sia perché all’amore per Gesù, unisce l’amore alla Madonna e l’amore per le anime.

Tale atto d’amore è, dunque, offerto a tutte le anime, anche se non Piccolissime, le quali potranno servirsi del medesimo come di semplice giaculatoria da recitarsi (col cuore, con o senza pronunziarla) frequentemente lungo il giorno, sforzandosi di valorizzare con esso quei tanti minuti liberi della giornata, che altrimenti andrebbero perduti in pensieri inutili, o anche pericolosi. Se un’anima non riuscisse a dare al buon Dio che qualche decina di atti d’amore al giorno – il che non richiede davvero uno sforzo eccessivo – quanti atti d’amore ne risulterebbero in un mese, in un anno! E intanto, abituandosi, non le sarà difficile accrescerne gradatamente il numero, fino ad acquistare col tempo una certa facilità nell’esercizio del medesimo e, quindi, una più continuata unione con Gesù.

Che tale, poi, fosse l’intenzione del Cuore di Gesù nel dettare a suor Consolata la dottrina sull’atto d’amore, risulta dalla testimonianza di vita della Cappuccina stessa: Egli offre l’atto d’amore, oltre che alle anime piccolissime, anche ai piccoli d’età e a tutte quelle persone che, o per infermità o per altro, non possono darlo incessantemente, ma solo frequentemente. Non incessante nei riguardi di una singola anima, l’atto d’amore diventa tale nell’insieme di molte anime. Ed è così che, a poco a poco, si formerà da tutte le parti della terra come un’onda incessante d’amore ascendente, la quale a sua volta si trasformerà in onda incessante d’amore discendente: di misericordia e di perdono.

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