5. IV. Perchè ci sono discordanze tra i Vangeli? – FINE-


Perché non fare un vangelo unico? Come se di quattro mosaici ne facessimo uno solo. Faremmo uno scempio! Perderemmo l’unicità e la completezza: faremmo un torto alla Verità tutta intera.

Ci sono atteggiamenti unici di Gesù che solo gli evangelisti hanno potuto e saputo dare restringendo il campo. È un po’ la stessa differenza che c’è tra una foto di gruppo ed un primo piano; tra una panoramica e uno zoom che ti costringe, invece, a focalizzare la bellezza e la profondità di un atteggiamento che altrimenti si perde.
E’
essenziale conoscere i quattro Vangeli. Può essere utile farsi un’idea globale della vita di Gesù ma non può esaurire la nostra ricerca di Gesù Cristo.

Ma non sarebbe stato meglio tenere tutti gli scritti diffusi su Gesù e non limitarci solo a quattro? A questo punto entra in gioco la differenza tra Vangeli canonici e Vangeli apocrifi.

I vangeli canonici: canone (forse perché l’unità di misura era una canna), nella cultura greca, era il metro di misura per indicare la perfezione. Ecco perché abbiamo i vangeli canonici. Fin dall’inizio della sua storia la Chiesa ha voluto canonizzare – verificare la base della sua fede, perché nulla intervenisse ad offuscarne la limpidezza. Da dove nasce la canonicità dei Vangeli? Certamente non dall’intuizione istantanea di ogni singolo credente ma dalla ricerca nella fede e nell’intelligenza dell’intera comunità ecclesiale. Pietro dice: “Lo Spirito Santo e noi…”. Fu Ludovico Antonio Muratori, sacerdote e studioso delle sacre scritture a scoprire nel 1740 un elenco degli scritti del NT accolti dalla Chiesa di Roma nell’anno 180. Quindi fin dall’inizio la Chiesa ha saputo scegliere ciò che era vero da ciò che non lo era.

I vangeli apocrifi: apocrifo significa “nascosto, occulto”; poi anche “non autentico, falso”. È tutto quell’insieme di scritti su Gesù fiorito durante la stesura dei Vangeli. Hanno più che altro il sapore di fantasie popolari, di novelle. Sono stati scritti con la miglior buona fede ma non possono rivendicare per sé la dignità di Parola di Dio. Qualche esempio: c’è un Vangelo di Tommaso ci sono vangeli della natività e dell’infanzia di Gesù che raccontano miracoli carini, ma piuttosto ingenui (i passerotti di fango a cui Gesù dà vita, ecc.). Nel vangelo copto di Tommaso vengono messe in bocca a Simon Pietro queste parole: “Maria deve andare via da noi! Perché le femmine non sono degne della vita”. Gesù disse: “Ecco, io la guiderò in modo da farne un maschio, affinché ella diventi uno spirito vivo uguale a voi maschi. Perché ogni femmina che si fa maschio entrerà nel Regno dei cieli”. [114]

Si tratta, in conclusione, di una produzione popolare che altro non fa che esaltare i 4 vangeli canonici. Che sono:
– Più sobri e asciutti nel parlare di Gesù: dicono l’essenziale
– Gli autori dicono anche cose che li screditano (controproducente…)
– Non esprimono giudizi nei confronti delle persone
– Parlano con sincerità degli atteggiamenti degli apostoli (pensiamo al rinnegamento di Pietro)
– Non hanno ricevuto smentite dalla generazione contemporanea (altrimenti non li avremmo!)
– Gli scavi archeologici (il piccone) danno ragione ai vangeli (cfr la piscina di Siloe: il V portico)… Il V Vangelo…

http://www.parrocchiaspiritosanto.pr.it/Pastorale/CorsoBiblicoVG.asp

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