5. Il Cuore Immacolato di Maria

Annunci
Pubblicato in Beata Vergine Maria | Lascia un commento

4. Occupati delle anime, con amore

 

 

 

 

Vedi, ci sarebbe un modo per non pensare più alle tue piccole preoccupazioni: pensare alle Mie!

Gesù a Gabrielle Bossis

Pubblicato in Gesù | Lascia un commento

3. E’ vero che all’inferno va solo chi vuole andarci?


Risposta del sacerdote

Caro Alessandro,
1. è vero che all’inferno ci va chi vuole andare. Tuttavia in genere non si va all’inferno perché lo si sceglie positivamente. Solo un pazzo potrebbe fare una scelta del genere. Di fatto l’inferno lo si sceglie indirettamente facendo a meno di Dio e trasgredendo la sua volontà.

2. Tanti scelgono di andare all’inferno senza pensarvi troppo. Non vogliono ascoltare il Signore e neanche la loro coscienza. Solo alla fine scopriranno questa amara sorpresa. Il Signore è stato chiaro: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità” (Mt 7, 21-23).
Ugualmente la sorpresa è rilevata dalle parole usate dal Signore a proposito del giudizio universale: “Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.
Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?
Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me.
E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna»”
(Mt 25,41-46).

3. Circa la salvezza degli atei, Gesù presenta la fede come la condizione indispensabile per entrare nel Regno dei cieli: “Chi crederà e sarà battezzato, sarà salvo; chi non crederà, sarà condannato” (Mc 16,16).
A Nicodemo Egli dice: “In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio” (Gv 3,5). La Bibbia di Gerusalemme commenta: “Allusione al battesimo e alla sua assoluta necessità”. Gesù dice anche che “chi non crede è già stato condannato” (Gv 3,18). Nasciamo infatti in stato di peccato. E se questo peccato viene ratificato col peccato personale non ci si salva.

4. Nella lettera agli Ebrei si legge: “Senza la fede è impossibile essere graditi a Dio. Chi infatti si accosta a Dio deve credere che egli esiste e che egli ricompensa coloro che lo cercano” (Eb 11,6). Da questa affermazione e anche da quello che si legge in vari passi, come ad esempio in Rm 10,14: “Come potranno invocarlo senza aver prima creduto in lui?”, la Chiesa ha dedotto la assoluta necessità della fede in ordine alla salvezza. La motivazione teologica di questa necessità si fonda sul modo specificamente umano di vivere e di operare. Infatti una volta che l’uomo ha raggiunto l’uso di ragione e incomincia a vivere in modo responsabile, cosciente e libero, gli è indispensabile conoscere il significato vero della sua vita, il fine cui ordinare i suoi atti. Ora il fine ultimo cui di fatto è stato ordinato da Dio non è solo quello proporzionato alla sua natura e alle sue capacità, fine che egli potrebbe conoscere e perseguire da solo, ma è il fine soprannaturale, gratuito e non dovuto in alcun modo, consistente nel partecipare alla vita, alla conoscenza e all’amicizia con Dio. È un fine, dice S. Tommaso, che l’uomo non può conoscere se non per rivelazione e non può accogliere che con la fede soprannaturale come un discepolo che lo impara dal magistero di Dio (Somma teologica, II-II, 2, 3).

5. Molti non credono perché le loro cattive azioni glielo impediscono. L’impurità, soprattutto, spegne il giusto delle cose di Dio. Non possiamo dimenticare che Gesù ha detto: “E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie” (Gv 3,19). Ugualmente il Signore ammonisce a stare ben attenti che i “cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita” (Lc 21,34). Come vedi, la mancanza di fede molto spesso è preceduta da una vita morale che rende impossibile la fede.

Ti ringrazio del quesito e dell’opportunità che mi hai dato di fare alcune precisazioni. Ti ringrazio delle preghiere che ricambio di cuore. Ti benedico e ti saluto.
Padre Angelo – Amici Domenicani 

Pubblicato in Parola di Dio | Lascia un commento

2. Prendi con coraggio la tua croce quotidiana

 

 

 

Non credere che sia difficile fare penitenza. Voi espiate quando volete, unendovi alle Mie sofferenze. E la vostra espiazione piace a Dio perché siete liberi, mentre l’espiazione in Purgatorio è indipendente dalla vostra volontà.

Gesù a Gabrielle Bossis

Pubblicato in Gesù | Lascia un commento

1. Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –292-

 
Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –292-

Quando una misteriosa forza interiore mi sollecitò nuovamente, affinché non rinviassi oltre questa causa, non trovando pace, ne parlai al confessore Padre Bukowski, dicendogli che ormai non potevo attendere più a lungo. Il Padre mi rispose: «Sorella, questa è un’illusione, Gesù non può esigere questo, lei ha i voti perpetui, è tutta un’illusione. Lei, sorella, sta inventando qualche eresia». E gridava contro di me quasi con tutta la voce che aveva. Chiesi se era tutto illusione. Mi rispose: «Tutto». «E allora come debbo comportarmi d’ora innanzi? La prego di dirmelo». «Ecco qua, lei, sorella, non deve seguire nessuna ispirazione, deve distrarsi, non badare affatto a quello che udrà nell’anima, cercare di adempiere bene i propri doveri esterni e non pensare per niente a queste cose, vivere in completa distrazione». Risposi: «Va bene, poiché finora mi sono regolata secondo la mia coscienza; ma ora, dato che lei mi ordina di non far caso al mio intimo, non lo farò». E disse: «Se Gesù le dirà di nuovo qualche cosa, la prego di riferirmela, ma lei non deve farla». Risposi: «Cercherò di essere obbediente».

Non so da dove il Padre abbia preso tanta severità. Quando m’allontanai dal confessionale, tutto un groviglio di pensieri oppresse la mia anima. A che scopo essere sincera? In fin dei conti, quello che ho detto non sono peccati e perciò non ero obbligata a parlarne al confessore. E ancora, com’è bello che non devo più badare al mio intimo, purché vadano bene le cose all’esterno. Ora non ho più bisogno di badare a niente. In realtà fin da ora non dovrò più seguire certe voci interiori, che talvolta mi costano tante umiliazioni. Ma di nuovo un misterioso dolore compresse la mia anima: allora non potrò più trattare familiarmente con Colui al quale anelo così ardentemente? Colui che è tutta la forza della mia anima? Cominciai a gridare: «Da chi andrò, o Gesù?». Ma dal momento della proibizione del confessore, delle fitte tenebre son cadute sulla mia anima. Ho paura di sentire qualche voce interiore, per non infrangere la proibizione del confessore, d’altra parte agonizzo di nostalgia per Iddio. Il mio intimo è dilaniato, non avendo la mia volontà, ma sono affidata totalmente a Dio. Questo avveniva il Mercoledì Santo, la sofferenza aumentò maggiormente il Giovedì Santo. Quando giunsi alla meditazione, entrai in una specie di agonia, non sentivo la presenza di Dio, ma tutta la giustizia di Dio gravava sopra di me. Mi vidi quasi annientata per i peccati del mondo. satana cominciò a scherzarmi: «Ecco qua, d’ora in poi non ti interesserai più di anime. Vedi che ricompensa ne hai. Nessuno ti crederà che questo lo vuole Gesù. Guarda come soffri adesso e quello che soffrirai ancora. Dopo tutto, il confessore ti ha liberato fin d’ora da tutto questo». Adesso posso vivere come mi pare, purché vada bene all’esterno. Questi pensieri terribili mi tormentarono per un’ora intera. Quando s’avvicinò il momento della santa Messa un dolore mi strinse il cuore: io dovrei uscire dalla Congregazione? E dato che il Padre mi ha parlato di eresia, dovrei staccarmi dalla Chiesa? Con voce interiore e dolorosa gridai al Signore: «Gesù, salvami!». Ma nemmeno un raggio di luce entrò nella mia anima e sentii che le forze mi abbandonavano, come se avvenisse la separazione del corpo dall’anima. Mi sottomisi alla volontà di Dio e ripetei: avvenga di me, o Dio, quello che hai stabilito, ormai in me non c’è più nulla di mio. All’improvviso s’impossessò di me la presenza di Dio e mi penetrò da una parte all’altra fino al midollo delle ossa.

Pubblicato in S. Faustina Kowalska | Lascia un commento

5. Il Santo Rosario

Pubblicato in Beata Vergine Maria | Lascia un commento

4. Io sono il tuo dolce Consolatore

 

 

 

 

"Signore, vorrei parlare con te con tanta grazia quanto la prima donna, quando visitavi Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre".
«Ma tu, hai molti più motivi d’amore dei tuoi progenitori! Allora, ero il Creatore, il Benefattore, l’Illuminatore. Ora sono il tuo Salvatore, il tuo Riparatore, la tua dolce Vittima, l’Amore rivelato. Ti faccio più che delle visite: abito in te. Non ti lascio mai, a meno che tu non Mi scacci via… Trova dunque in te delle parole che ti facciano struggere d’amore!».

Gesù e Gabrielle Bossis
Holy Cards

Pubblicato in Gesù | Lascia un commento